Gatti, difetti e virtù

Girovagando su internet ho visto questo articoletto assai simpatico.
I gatti sono ladri.
Lo nego. Nessun Gatto nutrito regolarmente – colazione, pranzo, merenda, cena – ruberà il cibo degli umani; col pancino pieno di merluzzo bollito, sarà anche capace di ignorare totalmente il minestrone dimenticato sul tavolo. Dovrete però dimostrare riguardo variando spesso la dieta ed evitando di ammannire cose non gradite quali scatolette e avanzi, ma prediligendo carne, pesce, panna e paté; il Gatto non è incontentabile, non farà capricci se vi ricorderete che gli piace avere il latte fresco solo nella scodella coi ghirigori rossi e la pappa solo nel piattino di ceramica blu, da dove la solleverà delicatamente coi denti per posarla sul pavimento e mangiarla direttamente da lì.
I gatti cadono sempre in piedi. Frottole.
Un vero Gatto cade anche come una pera matura sulla schiena, sulla testa, sul sedere, quando non si spiaccicano per terra sulla pancia a zampe larghe. Solo che non va in giro a vantarsene.
I gatti sono silenziosi e agilissimi. Bubbole.
La mia Lady Pelosa, quando corre in corridoio, pur avendo il pelo sotto le zampe riesce ugualmente a produrre ugualmente il rumore d’una mandria di bufali, ma in compenso non riesce mai a frenare, stampandosi regolarmente contro la porta della camera da letto; i primi tempi, dopo il boato, correvo a vedere se fosse ancora viva: ora mi limito a stuccare la porta incrinata.
Gio' gattoI gatti non sono affettuosi. Lo dice chi non ha mai provato quanto sia dolce trovarsi, appena seduto, con un Gatto in braccio, incastrato sotto il mento, insinuato sotto la felpa, arrotolato attorno al collo o col naso incollato al tuo in stato di annusamento continuo; chi ignora quanto sia bello dormire con un gatto il quale non ama tanto dormire con te, ma su di te, possibilmente sul coccige o sullo sterno…
I gatti non sono socievoli. Provate a mettere in una stanza sette persone, di cui una sola detesti e/o sia allergica ai gatti. Il Gatto, appena entrato, si avvicinerà immediatamente a quella, saltandole in braccio con rombanti fusa e non schiodandosi di lì manco a fucilate.
I gatti sono vagabondi. Può darsi, ma è però curioso sperimentare quanto un Gatto possa rimanere immobile a dormire nella stessa posizione sulle vostre ginocchia sino a quando sarete quasi in piedi; fino all’ultimo spera che la vostra gentilezza prevarrà e che vi risiederete; chi vi credete di essere, poi? Anche Maometto, per non svegliare il suo Gatto addormentato sulla manica del suo vestito, tagliò la manica.
I gatti non sono umili. Vogliono solo rispetto. Non dovrete mai prenderli in giro, perché si offendono a morte, e un Gatto offeso è uno spettacolo tremendo.
gattoQuindi, se lo vedrete dare selvaggiamente la caccia a una mosca e finire a sbattere col muso contro il vetro della finestra non scoppiategli a ridere in faccia, ma limitatevi a chiedere con noncuranza “È successo qualcosa?” e lui vi risponderà che aveva solo voglia di controllare se i vetri erano puliti.
I gatti hanno un udito finissimo. Sì, riescono a captare a km la silente apertura d’un frigo o il sussurrìo d’un coltello che affetta la carne. Ma se li chiamate e loro vogliono starsene in pace, potrete urlare, battere tamburi, affittare il coro della Scala che non vi sentiranno affatto, anche se si troveranno esattamente a 50 cm. da voi.
I gatti non hanno fantasia. Ma se riescono a giocare per ore col pulviscolo o dare la caccia per un giorno intero ad una foglia secca fingendola un topo! Però la fantasia più fervida la scatenano nel giocare a nascondino con voi. E dove si nasconde un vero Gatto? Dentro qualsiasi mobile con uno sportello troppo piccolo perché un gatto possa entrarci; in cima a qualsiasi cosa troppo alta perché un gatto possa salirci; sotto qualsiasi cosa troppo bassa perché un gatto vi si possa infilare appiattendosi; nella cesta della biancheria pulita e appena stirata, nel cassetto dei golf di cachemire e angora, sotto il piumone del letto, sopra la pelliccia di visone, dentro la lavatrice o il pianoforte, oppure esattamente sotto la sedia sulla quale voi, da mezz’ora gridate come forsennati il suo nome facendolo divertire come un matto.
I gatti non parlano. No? Ecco alcuni esempi con relative traduzioni: “Miàào? Miàào? Miàào? (e via di seguito per 150 volte c.a.)”, “dove diavolo sei”; “Mrerèo-rèo-rèo… (ripetuto all’infinito)”, “avrei un po’ di appetito…”; “Mìomìomìomìomìo?” “è cotto il pesce? quanto ci mette a cuocere il mio pesce? fra quanto sarà pronto il mio pesce?”; “MARRAO-MAO-MAAOOO!!!?”, “accidenti, mi dai ‘sto pesce o no”; “Mrrèo slap slap”; “grazie”.
Inoltre sappiate che la grande Colette, trovandosi una volta negli Stati Uniti e vedendo un gatto seduto sulla strada, gli si avvicinò miagolando; i due conversarono amichevolmente per cinque minuti, poi la scrittrice tornò dal suo accompagnatore ed esclamò soddisfatta: “Enfin! Quelqu’un qui parle français!”
Titina e Bijù

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