Il mio prezioso tempo

Il mio prezioso tempo.  La vita è un filo di seta sospeso in un gioco di rasoi. (Cecchi)
Un po del mio prezioso tempo passato durante quelle 2 belle settimane a Rio de Janeiro.

Inverno!
Inverno!

Gatto barometro

Gatti: peccati e virtù.

I gatti sono vagabondi. Può darsi, ma è però curioso sperimentare quanto un Gatto possa rimanere immobile a dormire nella stessa posizione sulle vostre ginocchia sino a quando sarete quasi in piedi; fino all’ultimo spera che la vostra gentilezza prevarrà e che vi risiederete; chi vi credete di essere, poi? Anche Maometto, per non svegliare il suo Gatto addormentato sulla manica del suo vestito, tagliò la manica.

I gatti non sono umili. Vogliono solo rispetto. Non dovrete mai prenderli in giro, perché si offendono a morte, e un Gatto offeso è uno spettacolo tremendo. Quindi, se lo vedrete dare selvaggiamente la caccia a una mosca e finire a sbattere col muso contro il vetro della finestra non scoppiategli a ridere in faccia, ma limitatevi a chiedere con noncuranza “È successo qualcosa?” e lui vi risponderà che aveva solo voglia di controllare se i vetri erano puliti.
I gatti hanno un udito finissimo. Sì, riescono a captare a km la silente apertura d’un frigo o il sussurro d’un coltello che affetta la carne. Ma se li chiamate e loro vogliono starsene in pace, potrete urlare, battere tamburi, affittare il coro della Scala che non vi sentiranno affatto, anche se si troveranno esattamente a 50 cm. da voi.

I gatti non hanno fantasia. Ma se riescono a giocare per ore col pulviscolo o dare la caccia per un giorno intero ad una foglia secca fingendola un topo! Però la fantasia più fervida la scatenano nel giocare a nascondino con voi. E dove si nasconde un vero Gatto? Dentro qualsiasi mobile con uno sportello troppo piccolo perché un gatto possa entrarci; in cima a qualsiasi cosa troppo alta perché un gatto possa salirci; sotto qualsiasi cosa troppo bassa perché un gatto vi si possa infilare appiattendosi; nella cesta della biancheria pulita e appena stirata, nel cassetto dei golf di cachemire e angora, sotto il piumone del letto, sopra la pelliccia di visone, dentro la lavatrice o il pianoforte, oppure esattamente sotto la sedia sulla quale voi, da mezz’ora gridate come forsennati il suo nome facendolo divertire come un matto.

I gatti non parlano. No? Ecco alcuni esempi con relative traduzioni: “Miàào? Miàào? Miàào? (e via di seguito per 150 volte c.a.)”, “dove diavolo sei”; “Mrerèo-rèo-rèo… (ripetuto all’infinito)”, “avrei un po’ di appetito…”; “Mìomìomìomìomìo?” “è cotto il pesce? quanto ci mette a cuocere il mio pesce? fra quanto sarà pronto il mio pesce?”; “MARRAO-MAO-MAAOOO!!!?”, “accidenti, mi dai ‘sto pesce o no”; “Mrrèo slap slap”; “grazie”. Inoltre sappiate che la grande Colette, trovandosi una volta negli Stati Uniti e vedendo un gatto seduto sulla strada, gli si avvicinò miagolando; i due conversarono amichevolmente per cinque minuti, poi la scrittrice tornò dal suo accompagnatore ed esclamò soddisfatta: “Enfin! Quelqu’un qui parle français!”
VIVA IL GATTO
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