Seni rifatti al P.I.P.

Tutte le strutture che hanno impiantato le protesi sono invitate a comunicare i nominativi dei pazienti…
Chissà a quante donne, all’ascolto del notiziario, si saranno rizzati i capelli in testa. Nell’ambiente dello spettacolo  sicuramente tante.
In questi ultimi anni c’è stata una grande fioritura nei davanzali delle nostre signore e signorine della tv e del cinema.

Ma anche tante signore e signorine della mia città hanno fatto rifiorire i loro davanzali. Trieste è una città di mare, quindi negli stabilimenti balneari c’è un gran sbandieramento di seni al vento… seni a volte somiglianti a dei palloni gonfiati… di puro silicone. Auguro di cuore a tutte loro di non avere l’impianto P.I.P in seno.
… e aggiungo la mia seguente amara riflessione: con il senno del poi chissà quanti corridoi di clinica verrano lastricati.

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Il Ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha firmato ieri sera un’ordinanza al fine di individuare i portatori delle protesi mammarie denominate P.I.P. impiantate nel nostro Paese.  (visto su Rainews24.it)
L’ordinanza – informa il ministero – impone a tutte le strutture ospedaliere e ambulatoriali pubbliche e private, accreditate o autorizzate, di redigere entro 15 giorni un elenco nominativo di tutti i casi riguardanti l’impianto di P.I.P. a partire dal 1* gennaio 2001: la lista restera’, a garanzia della privacy dei pazienti, nella esclusiva disponibilita’ delle strutture, le quali pero’ dovranno notificare alle Asl di riferimento (e queste alle competenti autorita’ regionali) la data di ciascun intervento d’impianto.
Le Regioni avranno poi altri dieci giorni di tempo per inviare tutti i dati al Ministero. L’ordinanza impone che anche le strutture che non hanno effettuato impianti attestino una dichiarazione di mancata effettuazione di tali trattamenti. Le Regioni dovranno inoltre verificare l’ applicazione delle raccomandazioni in materia disposte dal Consiglio superiore di sanita’ nel parere espresso il 22 dicembre scorso.
Al Comando Carabinieri per la tutela della salute il ministro ha affidato il compito di effettuare indagini e controlli al fine di ricostruire i passaggi amministrativi per l’acquisizione delle protesi P.I.P., nonche’ i percorsi sanitari che hanno preceduto l’impianto delle stesse, operando su tutto il territorio nazionale.

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