URSUS – vertical dance performance – in Trieste

Non
potevo fare a meno di rendervi partecipi all’emozionante evento che
ebbi l’occasione di assistere e come al mio solito riprendere, con la
mia mia leggera video-camera che metto sempre in borsetta. Le
sottostanti informazioni vi spiegano con chiarezza le motivazione
dello spettacolo allestito al Molo IV di Trieste.

Dell’Ursus,
colosso che domina le rive, visibile da ogni punto della città, si
parla molto in questo ultimi tempi a seguito della campagna promossa
da “Gli amici di URSUS” unitamente alla Guardia costiera
ausiliaria, allo scopo di conservare e restaurare la struttura stessa
che, su altri versanti d‘opinione, si vorrebbe demolire. Questa
proposta, che si articola in una summa multimediale di diversi
linguaggi artistici, inerpicandosi dal pontone alla struttura
arrugginita, ribadisce certo il fine di attirare ancora una volta
l’attenzione della cittadinanza triestina e non solo su questo
vetusto gigante del mare, nell’auspicata ipotesi di un suo
rinnovato utilizzo come spazio eccezionale entro o su cui realizzare
eventi di attuale creatività. Ma si fa anche segnale di un’urgenza
più dilatata di recupero e trasformazione di vaste aree e strutture
divenute desuete, a partire dal Porto Vecchio che fa da cornice alla
gru, come dovunque nel mondo.

Con
“Ursus multimedia project” si realizza il primo progetto, ideato
da Daniela Frausin, tra quelli presentati lo scorso dicembre
nell’ambito de “La città radiosa” – molteplice evento
promosso dal Gruppo 78 con la collaborazione della facoltà di
Architettura dell’Università di Trieste. Si passa così alla terza
fase, quella realizzativa appunto, di un processo di indagine e
riconsiderazione, iniziato con la “mappatura”, dei luoghi
abbandonati di Trieste e della sua Provincia.e che con l’URSUS si
estende anche a strutture vetero-industruiali, nate con determinate
funzioni, decadute nel corso degli anni.

La collocazione
di “Ursus multimedia project” all’interno del progetto “Piazza
dell’architettura”, come evento collaterale, con la
collaborazione dell’Ordine degli Architetti pianificatori
paesaggisti e conservatori della Provincia di Trieste, appare dunque
quanto mai appropriata, perchè il suo significato oltrepassa quello
di mero spettacolo, per quanto innovativo.

Due le idee
d’intervento sull’URSUS esposte nella mostra di progetti de “La
città radiosa” : quelle di Roberta Cianciola e Daniela Frausin. La
prima ha prodotto una visione dell’URSUS come se fosse
raggiungibile attraverso un’utopica passeggiata fiorita via mare,
la seconda un fantasioso collage che racchiude nella frammentata
visualizzazione del pontone svariati elementi di riferimento alla
danza, immaginando una sua revitalizzazione attraverso una
dance-performance che si accorpi alla struttura industriale.
Se
la prima è puramente visionaria e si esaurisce
nell’autoproposizione, la seconda ambisce ad una concreta
attuazione. Ursus multimedia project si propone di farlo, andando
oltre, inglobando, oltre alla danza – e una danza tutta
particolare, verticale, congeniale a una tale struttura – una
sofisticata sonorizzazione, e un progetto di video-proiezioni che
investendo la gru, racconta in elaborate visualizzazioni, il percorso
de “La città radiosa”.

Il progetto è divenuto allora una
proposta sinergica di diverse forze creative: la compagnia di danza
verticale IL POSTO di Venezia (unica in Italia) unitamente al MARCO
CASTELLI Small Ensemble, sigla con cui il sassofonista Marco
Castelli, artista di fama internazionale, partecipa alle performance
live con la formula di solo sax, loops e live electronics, e la
video-maker CECILIA DONAGGIO.

La proposta consiste dunque in
una serata imperniata su musica, danza verticale, video-proiezioni,
in modo da creare un’atmosfera esaltante, sul fondamento di una ben
qualificata creatività, dentro e attorno alla vecchia struttura
.
Nel dettaglio, si produrrà uno spettacolo di danza verticale, ideata
ad hoc dalla coreografa WANDA MORETTI della Compagnia IL POSTO, che
con il musicista MARCO CASTELLI ha sviluppato un progetto sinergico –
chiamato progetto Proteo – d’integrazione tra movimento, suono e
ambiente. Le danzatrici spericolatamente si arrampicheranno
sull’URSUS, nella magica atmosfera sonora creata da un sassofono
con i suoi ampliamenti elettronici, e nel contempo esploderanno
sull’Ursus video proiezioni giganti, estrapolate dall’immaginario
de“la città radiosa, curate da CECILIA DONAGGIO, e adattate alle
difficili, irregolari superfici dell’Ursus.
L’evento
chiaramente ha lo scopo, al di là delle suggestioni evocate dallo
spettacolo, di attivare, com’è nei propositi de La città
radiosa”, una riflessione in primo luogo sui destini dell’Ursus,
e in genere sui luoghi di scarto, abbandonati, – dotati di una
irresistibile fascinazione per gli ineludibili retaggi di transiti
umani che contengono – per possibili riconversioni, revitalizzazioni
nel rispetto dell’ambiente, al di là di disastrose
cementificazioni e di scriteriati stravolgimenti del territorio.”

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