AIDA



Aida

C’ero anch’io

Si,
non potevo perdermi l’appuntamento con la più conosciuta opera lirica
dei nostri tempi, cioè l’Aida di Giuseppe Verdi. Anche se negli stadi
si inneggia alla squadra del cuore sulle note della Marcia trionfale
che chiude il secondo atto, con ogni probabilità chi festeggia cantando
non sa che quelle note fanno parte dell’Aida. Purtroppo la musica
lirica, ormai si è trasformata in un fenomeno isolato, una nicchia di
stimatori, di cui facciamo parte anche noi triestini. Per me Verdi è un
Grande e a mio avviso l’Aida è un capolavoro. Erano svariati anni che
non compariva nel cartellone triestino, dal 1988, forse per i scenari
troppo impegnativi, troppe ballerine e comparsi vari, o forse a causa
della vicina Arena di Verona.

Il
fascino dell’Aida continua a mietere delle vittime, il teatro Verdi era
al completo, ma nonostante il caldo in sala non ci sono stati malori…
io intendevo che eravamo li in tanti ad applaudirla!

Incanta
sempre infatti, questo capolavoro per l’immensità del dramma che, al di
là dell’usuale triangolo amoroso, presenta in scena il conflitto tra
ragion di stato e ragion di cuore, tra protocollo pubblico e sentimenti
privati non solo per le sue pagine più famose e popolari come la
Marcia trionfale o le celebri arie come Celeste Aida, ma
anche e soprattutto per la raffinata tensione drammatica che gli deriva
dalla straordinaria simbiosi tra realtà storica e rappresentazione
artistica che l’estro musicale di Verdi seppe esprimere per la
soddisfazione dei più autentici conoscitori della lirica”.

Un po di storia:

Verdi
compose l’ Aida per l’inaugurazione del Canale di Suez, essa va in
scena al Teatro dell’Opera del Cairo la sera del 24 dicembre 1871.
Verdi non è presente alla prima ma si guadagna il prestigioso titolo di
Commendatore dell’Ordine Ottomano. Un anno dopo ha luogo la prima
italiana nella cornice del Teatro alla Scala di Milano la sera del 8
febbraio 1872.

Lascio un mio video in cui ho inserito la Marcia trionfale, nel quale troverete alcune foto scattate l’estate scorsa al tempio di Karnak e a Luxor in Egitto.

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