GRADO

In questa prima calda settimana di agosto sono rimasta in ozio, forse sono stata troppo indolente, ma, era questo ciò che desideravo: volevo concedermi una vera parentesi di relax!
Il temporale di venerdì notte, ha scosso le mie fondamenta, mi ha fatto riflettere: a volte le forze della natura non concedono tregua, in una frazione di secondi un albero può abbattersi sulla tua tenda e spazzare via ciò che hai di più caro, come la disgrazia capitata a quella famigliola a Grado. Si trovavano in quella località balneare, situata a 30 kilometri da Trieste, in sei, ora il padre e il figlioletto di 3 anni non ci sono più! Sono stati travolti dalla furia degli elementi, nel loro giaciglio squarciato da quell’albero sradicato dal suolo.
In quel campeggio ci sono stata anch’io, in tenda, tantissimi anni fa. A Trieste quando il caldo faceva da padrone, molte giovani famigliole armate di tenda usavano accamparsi sotto la frescura della sua pineta. Poi si poteva camminare sulla sabbia, raggiungere il mare, immergersi per ritemprarsi della calura estiva, un vero paradiso per mamme e bambini.
Un paradiso che all’alba di sabato nove agosto è diventato un incubo per le persone che si trovavano lì.
Ho scritto queste righe per rendere omaggio alle vittime della sciagura capitata alle porte di casa mia.
Ciao da Iv

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